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Pazzie d’amore

vivaldi_pdmA.Vivaldi
Orlando Furioso, RV 728

I Solisti Veneti, C.Scimone Amici della Polifonia, P.Cavalli

Horne/ De Los Ángeles/ Valentini-Terrani/ Gonzales Kozma/ Bruscantini/ Zaccaria

WCJ (Warner Classic & Jazz) 3 cd (orig. Erato ECD 88190) reg. 07/1977

durata 53’25’’, 57’29’’, 52’05’’ ●●●●●

Nel 1978 Claudio Scimone e i Solisti veneti presentarono a Verona, in occasione del trecentenario della nascita di Antonio Vivaldi, l’Orlando Furioso con un cast eccezionale.
Tre dischi che fecero storia – e che fino a poco tempo fa erano difficilmente reperibili – sono nuovamente in commercio grazie alla WCJ (Warner Classic & Jazz).

Un dramma in tre atti su libretto di Grazio Braccioli, in scena al Teatro Sant’Angelo di Venezia nel 1727, tributa a Vivaldi successo e lo rivela impresario abile operista. Il barocco rivisto delle vicende cavalleresche del paladin di Francia è un tema avvincente che contiene tutti gli ingredienti per una storia appassionante e surreale. L’Amore è un sentimento che porta, se vissuto con esasperazione, alla follia e Orlando, sulle corde di Marilyn Horne, è un pupo pirotecnico carico di una forza naturale che vive la sua pazzia farneticando un dramma imminente.

I Solisti Veneti commentano gli interventi dei personaggi con precisione tramite colpi d’arco improvvisi, regalando una intensa emozione oggi rara in tante esecuzioni “filologiche”. L’organo s’alterna al clavicembalo nella gestione dei recitativi foriero di guerra e passione in un sapiente mosaico di scene fantastiche, commentate da una musica a programma che richiama echi noti e cori che, talmente ben riusciti, saranno riutilizzati, dallo stesso Vivaldi, in altre rappresentazioni.

Solisti eccellenti come Lucia Valentini-Terrani, Victoria de los Ángeles e Sesto Bruscantini, coordinati da Claudio Scimone direttore e concertatore dell’opera, ruotano intorno ad Orlando in un turbinio d’azioni dal sapore cavalleresco.
Furioso, innamorato, pazzo è l’animo del guerriero che alberga in ognuno di noi in un Vivaldi squisitamente moderno e attuale, eroe unico nel suo genere.

Paolo De Matthaeis Suonare News (2012)

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Sei peccati di giovinezza Rossini: 6 sonate per archi

rossini_sonateSix Sonatas for String

DDD LC 04281
1988 Erato disques
2008 WCJ
APEX – Warner Classics
2564 69511-2
I Solisti Veneti, Claudio Scimone direttore Durata: 73’04

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Reminiscenze classiche in una forma riadattata del Concerto Italiano, nel gusto della sonata intesa come motivo d’incontro e di condivisione per l’appunto da “sonarsi”, i sei divertimenti per due violini, violoncello e contrabbasso seguono uno schema che prende il largo dagli equilibri del quartetto e assume un carattere d’intrattenimento ludico. Nella versione diretta con ingegnosa mano d’opera da Scimone, i Solisti Veneti lasciano assaporare quello spirito degno di un gruppo collaudato, impreziosito da un gusto nobile ed elegante. Le sei sonate echeggiano come compromesso tra estro ed esercizio assecondati da un organico arricchito e rafforzato, inteso come papabile scelta per una certa galanteria riferita ai modelli mozartiani preesistenti delle sonate per archi. Un disco godibile, riedito nel 2008 che, nel cinquantesimo anno di attività dei Solisti Veneti neovincitori della ventinovesima edizione del premio “una vita nella musica 2008”, rivela un Rossini artigianale e in vena didascalica, già prodigio alla ricerca di una propria definizione alle prese con le tempeste e gli umori che lo caratterizzeranno per la spiccata vivacità operistica. La lettura delle sei sonate, da parte di Scimone, offre un Rossini in vena di peccati di giovinezza come da una sua ammissione in calce al manoscritto: “Sei sonate orrende, composte da me nella casa di campagna del mio amico e mecenate Agostino Triossi, a Conventello nei pressi di Ravenna, e questo nella mia più giovane età, senza aver neppure ricevuto una lezione di basso continuo. Esse furono tutte composte e copiate in soli tre giorni ed eseguite in modo cagnesco da Triossi al contrabbasso, Morini al primo violino, il fratello di quest’ultimo al violoncello e io stesso al secondo violino, e per dir vero il meno cane…”.

Paolo De MatthaeisSuonare News (2008)