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Su, coraggio! Non sono cattiva. Dolcemente dormirai fra le mie braccia!

30_bigSchubert: Quartetto per archi Der Tod und das Maedchen Op. 14
Schumann: Quintetto per pianoforte e archi in mi bemolle maggiore, op.44 (1994)

Quartetto Borodin
Mikhail Kopelman Andrei Abramenkov violini Valentin Berlinsky violoncello
Sviatoslav Richter pianoforte
Disco TELDEC – 0630-18253-2
Warner Classics 2008

Durata: 73’84

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Un quadro raffinato è Der Tod und das Maedchen Op. 14 (La morte e la fanciulla) di Schubert, amoroso corteggiamento tra la giovinezza e la Natura in un’alternanza di inseguimenti e civetterie. Il quartetto Borodin interpreta l’opera con abilità ed equilibrio, in armonia con la passione e la “resignazione” fatta di un materiale tematico delicato ed elegante. Affettuose effusioni si cercano in un gioco seduttivo e appassionante che lascia senza fiato passando dalla spensieratezza alla consapevolezza del riposo. Il seguito lo scrive Schumann nel quintetto in Mi bemolle maggiore op. 44. Richter al pianoforte riesce ad ordinare un infinito sognato celebrando la passione sbocciata tra gli eroi amanti, che solo il destino parrebbe ridurre finalmente insieme. “In modo di una marcia” si arriva ad un crepuscolo divino avvolti da una quiete surreale, incatenati

da un corpo ed una forma che consacra gli interpreti mentori sublimi di un’arte profonda, capace di sprigionare scintille e fiamme in un solo concerto per piano ed archi. Passione e tempesta vibrano con le corde del quartetto Borodin, in un’appassionante racconto fatto d’intese ed intensi frammenti melodici strappati alle farfalle e alle visioni romantiche senza il limite dell’immaginazione.

Richter alimenta il sogno con il suo pianismo eroico, poeta sublime nel tentativo di vincere il Tempo e la Natura delle cose, persino la Morte. Coraggioso, ardito, cosmico ma mortale, perciocché la Natura sembra riprendersi il di lei figlio bisbigliandogli dolci parole per farlo addormentare in un tenero abbraccio mortale.

Paolo De MatthaeisSuonare News (2008)

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E vennero giù le stelle

Cavalli-2Concerto del duo Saladino – Cavalli con musiche di Pergolesi, Beethoven, Martucci, Schumann

Ninni Saladino – violoncello

Cristina Cavalli – pianoforte

“In ogni tempo, domina una segreta unione di spiriti affini. Voi che vi appartenete chiudete il cerchio sempre più stretto, perché la Verità dell’arte emani la sua chiara luce, spandendo ovunque gioia e benedizione!” (Schumann, “Scritti sulla musica”) Sabato 30 gennaio nell’aula magna della università Valdese di Roma – il duo Saladino-Cavalli si è esibito in un programma emozionante passando dalle melodie di Pergolesi ai sogni fantastici di Schumann, attimi lirici filtrati da un Beethoven classico e ricco di tensioni.

L’esuberanza del violoncello ha ceduto alla razionalità del pianismo elettivo, fatto di entropia ed inquietudine – una ricetta pulita ed attenta nella rilettura degli interpreti. Si leggono le storie di tutti i giorni al concerto; s’intendono i meriggi e il freddo dell’inverno che stenta, aggrappato alle coperte ad uscire dall’ambizione per smuovere un pensiero attraverso le agogiche e agli incontri nei paesaggi comuni, pensati assieme, su quei tratti a colori di un tiepido lumino che alimenta un meccanismo collaudato.

La sonata in la maggiore di Beethoven fu scritta nel 1808, un ingegnoso tripudio di temi alimentato da un filo conduttore di ricami fortunati ed eleganti. Il violoncello accarezza gli spazi che il pianoforte disegna con precisione, un lavoro delicato nel bilanciare una sonorità irruenta e prepotente della voce maschile e cortigiana.

Le musiche di Martucci e Pergolesi incorniciano un paesaggio spettacolare, lasciano intravedere lo spirito e la timbrica sfacciatamente concertante quasi a ribadire un musicare metafisico, incurante della regola ma attentissimo al ghiotto suonare accattivante e sensuale.

Il duo affronta con coraggio le difficoltà, dileggiando il sapore della musica d’occasione fatta per le poltrone porporine sfidando gli equilibri che troveranno posto nelle pirotecniche fantasie di Schumann. Scendono le stelle e rotolano sul pavimento.. attraversano la sala sprigionando scintille variopinte, un carnevale romantico sviluppato tra desiderio e passione per una serata diversa per la quale, tutti aspettano ansiosi un continuo.

Paolo De Matthaeis – ERRECOMEROMA (30/01/2010)