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A chi può interessare un gruppo del genere?

Non certo ai perditempo! E purtroppo in questo “ambiente” pseudo-artistico ne germogliano prati interi ogni giorno. Troppi sono passati con l’idea del posto fisso e ancora oggi si pensa che il musicista vada dove serve (“Se ti serve chiamami” – è la formula che circola con molta frequenza). Il problema è che il musicista fondamentalmente “non serve” e nonostante la Società dia sempre segni esemplari decretando ogni giorno l’inutilità di questa figura – il musico non fa nulla per “servire” alla Società. Cordialmente al musico serve la gente come l’acqua all’assetato e questa voglia di musica deve lentamente creare o ricreare il desiderio d’intrattenersi per comunicare. Il discorso spesso è ridotto all’osso e chi è preposto a fare l’arte non riesce a fare breccia tra il sentore del pubblico che spesso annoiato diserta i concerti cercando il chiasso e un posto dove evitare di mettersi in discussione. Questo gruppo non serve certo a quei ragazzotti che galoppano da una orchestra all’altra rubacchiando foto e onori in fila indiana pensando di essere utili alla causa.

Certamente cerchiamo persone oneste, con tanta voglia di suonare pronte a coinvolgere parenti, amici, colleghi e che siano disposte a raccontare le proprie storie attraverso le emozioni e le parole. Persone curiose e folli capaci di mettersi in gioco, di insegnare non solo il violino o il pianoforte o il canto ma anche la propria vita fatta di fragilità e speranza. Insomma vorremmo misurarci con veri Artisti e forse per questo ci piace stare con tutti ma sopratutto con quelli che ci vogliono bene per raccontarci la vera Musica.

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