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Il profumo delle fiabe

mussorgsky1Mussorgsky/ Gorčakov Pictures at an Exhibition Prokofiev
Classical Symphony

London Philarmonic Orchestra Kurt Masur (direttore)

WARNER CLASSIC/Apex Teldec DDD LC 04281 1991/2012 durata: 48’ 03

★★★★★

 

 

 

 

Warner Classic propone un intrigante Kurt Masur alle prese con la London Philharmonic Orchestra, che sensuale e britannica s’adopera nel leggere Solženicyn in un programma più che colto, attraverso la musica di Mussorgsky e Prokofiev.
Consumati – e azzarderei collaudati – scivolano via i quadri a passeggio di una vagheggiata visita guidata attraverso le fiabe e i costumi immaginati da Sergej Gorčakov, che ha restaurato La corazzata Potëmkin conservandone il tratto e l’inquietante sagoma di un Byldo colmo di speranze che s’allontana rumoroso. E’ il romanticismo di Mussorgsky portato alla razionalità cresa e sazia di deliri, attraverso gnomi e castelli in un barlume visionario che conserva l’anima mostricida già divelta da Bosch e Dalì, in mezzo a sogni curiosi dove un pendolo si trasforma in una capanna poggiata sulle zampe di gallina a sciogliere l’idea del tempo tra ricordi di antichi cemeteri e contaminazioni, in lamenteveli questue tra ebrei e chiassosi litigi infantili al mercato. S’intravede, finalmente la grande porta di Kiev. Un viaggio che si conclude passeggiando attraverso situazioni impreviste, un finale già scritto fin dal primo squillo di tromba fino a un glorioso e zarino traguardo condotto per mano da una ormai assilante litania!

Un cammino di redenzione dove echeggia persino un inno ortodosso, tra trionfi di crismi ed amplificazioni che celebrano il racconto dell’amicizia per Hartmann, pittore e architetto scomparso il cui ricordo spinse Mussorgsky a costruire questa piccola memoria.

Masur è un interprete geniale e l’orchestra lo asseconda in una conduzione pulita e fin troppo didascalica. Attento ai colori e alla orchestrazione, ripercorre le scene composte per pianoforte quasi fosse Mendelssohn in un parlante Schumann soggiogato dalla febbre e dalle passioni travolgenti di queste miniature. Segue la Sinfonia n. 1 in re maggiore di Prokofiev, che doveva essere nell’idea del compositore un lavoro ispirato a Haydn e a Mozart quindi, battezzata da lui stesso “Classica” .

Articolata in quattro movimenti, prelude un’atmosfera primaverile dove s’avvicendano temi caratteristici che ricordano le favole, anzi, la favola.
Aspettiamo tutti Pierino, il lupo e tutti gli animali, nonni e cacciatori – festivamente oboe, flauto, corno, clarinetto e fagotto – che si corteggiano accarezzati dal soffice contrappunto degli archi. Effetti in crescendo caratterizzano le modulazioni in movimenti chiaramente leggibili e rigorosamente studiati in un esercizio a tavolino. Con eleganza la sinfonia suona in una Gavotta per abbandonarsi ad un finale d’intensa scrittura ludica di liriche già viste e raccontate.

C’era una volta, in un posto lontano lontano, una tigre luminosa di simmetrie originali. Ma questa è un’altra storia.

Paolo De MatthaeisSuonare news (2012)

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