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Gould e la strenna di Natale delle Goldberg (The Complete Original Jacket Collection)

gould2Glenn Gould
The Complete Original Jacket Collection
2007
Sony
Classical, Piano
80CD
contenuto

Parrebbe il 2008 l’anno di Glenn Gould, così sotto l’albero, quest’anno abbiamo trovato un cofanetto

contente 80 compact disc ristampati recentemente da SONY – The Complete Original Jacket Collection.

Una sezione “quasi aurea” racchiusa tra le due versioni delle Variazioni Goldberg incise da Gould e capita forse per caso o per qualche folle intuizione il rilascio dell’integrale delle incisioni dopo tanta “guerra” discografica tra editori.

Le Goldberg suonate e registrate da Gould nel 1981 rappresentano il punto nuovo di partenza per un pianismo metafisico, fuori da ogni dimensione logica dove l’idea di tempo viene consumata e superata nota dopo nota. Gould suona Bach, anzi Bach suona Gould in un ingranaggio geniale di un linguaggio fatto per quei pochi iniziati che scoprono il senso dell’opera in un attimo.

Incorniciata l’opera di Bach diventa, a pretesto, l’opera di Gould che chiude il cerchio. Un cerchio intravisto tra le trenta variazioni in un percorso tra fanatismo religioso e matematica, presunzione che sia “quello” il vero senso della vita.

Un’archeologia intenzionale, volta alla riscoperta dell’indole degli antichi in un linguaggio dimenticato, farneticato, sognato, nascosto dietro quei caratteri incisi e appena pronunciati in un mormorio amico dell’uomo che conosce gli orpelli delle divinità celebrandosi in un rituale procrastinato.

Il passaggio nel mondo delle registrazioni si apre e chiude con le Goldberg nel microcosmo “Gould” grazie ad un testo allegorico e colorito. Enigma che dovrebbe in qualche modo rappresentare l’orologio delle ragioni terrene, spiegandone il motore ovvero la vita. Follia o Ragione ?

Couperin tre anni prima mette in musica Les follies francaises nascondendo con un mantello “invisibile” la melodia della Follia, facendola intuire tra i colori dei Domino in una sarabanda popolare di ringraziamento facente il verso irriverente alle litanie dei Santi auspicio di fertilità. Piagnucolata dai matti, dagli schizoidi e timorati di Dio. Bach trasforma e rilegge la linea melodica del basso delle proprie Variazioni sulla falsa riga di Vom Himmel Hoc versione modificata di “tu scendi dalle stelle” e usa la stessa arte per combinare le melodie nascondendo il senno o l’anima dei folli nell’Aria.

Ecco che il viaggio di GouldBach prende forma; il bagatto, il pianista, produce la sua alchimia mescolando gli elementi.

Gould racconta un mondo curioso, fila un discorso complesso esplorando una tastiera immaginaria sempre più pesante e ponderata concentrato in ogni movimento affronta le difficoltà con quell’intelligenza provata esplorando ed esplorandosi da solo al piano sulla propria seggiola scricchiolante.

Ogni variante è pezzetto delle proprie membra e persino il mormorio che l’accompagna sembra recitare un santo rosario.

Was Gott tut, das ist wohlgetan! – tutto quello che Dio fa, è fatto bene! Eppure s’è scritto tanto su queste melodie peregrine cercando la definizione di Quodlibet nei romanticissimi discorsi di Forkel. S’è scavato fino alle bergamasche per evidenziare l’originale talmente lontano dalla realtà e dai conti di Eulero per giustificare l’esistenza di Dio. Una trinità devota quella di Bach che Gould accompagna cantando sottovoce. Un capolavoro teologico per iniziati, dove c’è il Padre, il Figlio e lo Spirito in un alchimia affascinante completa nei suoi elementi.

Le variazioni finiscono lì, chiude l’ “Aria da capo” e Gould muore l’anno dopo.

Paolo De Matthaeis

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